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ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO:


Il panorama dei finanziamenti ad oggi in Puglia
marzo 2010

A pochi giorni dall’avvio dei nuovi bandi regionali cerchiamo di fare il punto della situazione ad oggi. A tal fine abbiamo interpellato il dr. Vito Luna, dottore commercialista, esperto in finanza agevolata, già nostro ospite su queste pagine.

Dott. Luna, entriamo subito nel merito, quale la situazione della finanza agevolata oggi in Puglia?

Dopo una lunga attesa che ha alimentato molte aspettative tra gli operatori economici pugliesi, si riscontra da una lato, una vivace curiosità per le proposte di finanza agevolata e  dall’altro, non poca delusione tra coloro che attendevano tali incentivi.

Come mai? A breve sarà possibile presentare progetti in vari ambiti, dalle imprese innovative ai programmi welfare to work, al bando turismo.

Si è vero. Dal mese in corso, potranno essere presentate varie richieste di aiuto in questi ambiti ma esistono troppi limiti che in breve sintetizzo:

1) il progetto welfare to work cerca di intercettare categorie in estrema difficoltà come  disoccupati da 2 anni, cassintegrati e percettori di indennità di mobilità, titolari di contratti a progetto e propone loro l’avvio di un attività. Tali soggetti dovranno però disporre di fondi propri per avviare l’attività  e, quindi,  anticipare di tasca propria l’intero investimento. Solo successivamente le su citate categorie potranno chiedere l’erogazione del contributo pari a 25.000,00 (a prescindere da quanto speso, condivisibile o meno) che avverrà entro 2 anni.

2) Il bando turismo è in realtà un incentivo per pochi. Potranno accedere ai benefici solo imprese già operanti in alcuni ambiti turistici e previa concessione di un mutuo da parte di un istituto di credito, che com’e’ noto sono sempre più restrittivi; solo dopo la concessione del mutuo, la Regione coprirà parte degli interessi passivi sul mutuo, oltre ad un 10% di fondo perduto sul totale investimento.
E’ evidente che il bando turismo esclude dai benefici tutti coloro che erano in attesa di intraprendere nuova attività e mettere a frutto le loro esperienze nel comparto turistico che, ad oggi e nel nostro territorio, rimane sicuramente uno dei pochissimi settori  attivi dopo il crollo del calzaturiero e del tessile.

3) Per quanto riguarda, infine, il bando micro e piccole imprese innovative, occorre sottolineare come sia auspicabile incentivare tale settore che rappresenta il precursore di nuove economie. Anche questa volta però l’accesso a tale incentivo appare piuttosto complesso in quanto occorre aver gia strutturato un ricerca (potrebbe derivare ad esempio dalle università) e poi creare un attività in funzione di questa.

Lei descrive, quindi, un panorama complesso nel quale non è immediato l’accesso. In definitiva, come potranno le imprese pugliesi godere di questi incentivi al fine di far crescere l’economia del territorio?

La risposta è altrettanto complessa e preferirei affidarmi alle parole di Enaudi che così descriveva l’imprenditore: “Migliaia, milioni d’individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
Occorre comunque essere ottimisti, atteso che gli interventi regionali non si esauriranno qui e probabilmente in futuro si apriranno nuovi spiragli per coloro che oggi soffrono la esclusione. Almeno questo è il mio auspicio.

Vito Luna



Incentivi: “Industria 2015” i nuovi criteri

A fine settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sul riordino degli incentivi per il rilancio della competitività industriale, proposto dal Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani. In merito abbiamo sentito il dott. Vito Luna, di “Inventa Impresa Puglia” che da oltre tre anni ha attivato uno sportello informativo gratuito (0833 53 42 40), relativo ai finanziamenti e segue attentamente l’evolversi delle leggi di finanziamento presenti sul territorio.

Dott. Luna, che novità porta questo disegno di legge?
Diciamo anzitutto che il disegno di legge “Industria 2015”,ora a vaglio della Conferenza Stato – Regioni,si pone l’obiettivo di affiancare al tradizionale sistema automatico di sostegno alle imprese, un secondo pilastro fondato sull’individuazione di linee strategiche per la competitività e lo sviluppo e sul sostegno selettivo ai progetti di innovazione industriale.

Dott. Luna, qual è l’obiettivo principale che si pone il governo, ed in particolare Bersani, con l’introduzione di questa legge?
“Industria 2015” rappresenta senz’altro una riflessione sui problemi dell’economia reale, sulla collocazione strategica del nostro paese nell’ambito della nuova divisione internazionale del lavoro e sul ruolo dell’azione pubblica a sostegno dello sviluppo economico. In più, si pone l’ ambizioso obiettivo di porre l’industria italiana al centro dell’attenzione della politica economica e farle riprendere competitivita’ . La strategia principale è perseguire progetti di innovazione industriale, nuove reti di impresa, finanza innovativa ed il rafforzamento della piccola e media impresa.
Saranno,quindi, previsti meccanismi di sostegno generalizzati- anche a carattere automatico- per favorire la ricerca, la riduzione dei costi d’impresa, la promozione d’investimenti, la crescita dimensionale. Sono inoltre previsti sistemi di incentivazione fatti su misura per singoli obiettivi strategici che vengono realizzati individuando aree tecnologico produttive con forte impatto sullo sviluppo.

Perche il 2015, un obiettivo così lontano?
Il 2015 risulta essere un obiettivo credibile. Per aver risultati in termini di produttività ed innovazione industriale sono necessari tempi medio-lunghi e bisogna cominciare sin da subito perche’ una politica tesa in questa direzione dia i suoi frutti nel medio periodo.

Da qualche mese Lei è stato nominato presidente della “commissione finanziamenti al turismo” istituita presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Lecce. Che ne pensa di questo disegno di legge applicato al territorio e ad una delle nostre risorse prioritarie, il turismo, appunto?
Premettiamo che un riordino in materia di incentivi era necessario e prevedibile e non v’è dubbio che un nuovo sistema di incentivi più chiaro, più trasparente, sia nell’interesse di tutti ed “in primis” dei soggetti attori, come le imprese del mezzogiorno. Il nostro territorio così come del resto quasi la totalità del sud Italia verrà investito in pieno da queste riforme. Occorrerà tuttavia monitorare, passo dopo passo, il percorso di questo disegno di legge ed esaminare con attenzione quali saranno le linee strategiche che fisseranno gli obiettivi.
L’ impatto economico sara’ forte e chiaro e di rilievo nazionale.

A cura di
Luigi Russo



Trattamento fiscale del bed and breakfast


Con la denominazione “Bed and Breakfast”, la cui traduzione letterale significa “letto e colazione”, si identifica l’attività, consistente nell’offrire ospitalità a pagamento presso la propria abitazione.
Superando in questa sede gli adempimenti amministrativi, ben elencati nell’articolo 4 delle legge Legge Regionale n. 17 del 24 luglio 2001, appare interessante approfondire ciò che scaturisce a livello fiscale.
Caratteristica peculiare nell’esercizio di questo servizio è, senza dubbio, la carenza di professionalità come, talaltro, l’assenza di sfruttamento dell’immobile per fini commerciali. L’immobile, infatti, resta destinato alle esigenze abitative di coloro che offrono ospitalità e quanto ad essa connesso come, ad esempio, servizi di pulizia delle stanze e prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione, che vengono forniti in assenza di autorizzazioni sanitarie e senza l’impiego di particolari strumentazioni tecniche, ma avvalendosi della normale organizzazione familiare.

L’insieme delle caratteristiche delineate evidenzia la carenza di professionalità del servizio offerto di “alloggio e prima colazione”, difatti, la legge posiziona l’attività in questione al limite tra l’ospitalità volontaria e l’ospitalità imprenditoriale.

Per quanto suddetto e come, peraltro precisato dalla Risoluzione Ministeriale del 14/12/1998 n. 180/E in relazione alla disciplina IVA, il presupposto soggettivo di imponibilità al tributo (art. 4 del D.P.R. 633/72) sussiste qualora le prestazioni di servizi siano non occasionali e cioè rientranti in un’attività esercitata per professione abituale.

Il carattere saltuario dell’attività di fornitura di “alloggio e prima colazione”, che si identifica sostanzialmente con quello dell’occasionalità, consente, quindi, in via generale l’esclusione dal campo di applicazione dell’IVA.

L’operatore di B&B “saltuario” e non “professionale” sarà, dunque, un semplice privato che, operando senza ricorrere alla partita IVA, è esonerato da tutta una serie di altri adempimenti prettamente legati alla natura imprenditoriale dell’attività quali la tenuta delle contabilità IVA, la contribuzione INPS, l’iscrizione alla Camera di Commercio e l’eventuale iscrizione all’INAIL.

Per quanto riguarda il trattamento da riservare ai proventi conseguiti nell’esercizio dell’attività ai fini delle imposte dirette, nel caso in cui non derivino dall’esercizio di un’impresa, devono sicuramente essere inquadrati tra i “redditi diversi” di cui all’articolo 67 del D.P.R. n. 917/86 e dichiarati dal percettore nel quadro RL del modello UNICO o nel quadro D del modello 730. .

È opportuno rilevare che la suddetta attività può essere esercitata anche in forma imprenditoriale.
In questo caso, il quadro normativo sarà, ovviamente, diverso. La forma giuridica corretta (individuale o societaria) per esercitare tale attività scaturirà da valutazioni specifiche attinenti al progetto da realizzare e tale scelta va relazionata allo sviluppo che si ritiene possa derivarne.

L’utile che conseguirà dall’esercizio dell’attività si inquadrerà nel reddito d’impresa e, conseguentemente, l’attività sarà sottoposta alle regole proprie di detto reddito concernenti la modalità di tenuta delle scritture contabili e la determinazione della base imponibile.

Avv. Maria Leo
Tributarista in Lecce



Il Bed and breakfast


Tempo fa, ero seduto al tavolino di un bar, nella splendida Roma, quando ho ascoltato due ragazzi che discutevano sull’ultimo viaggio nella splendida Santa Maria di Leuca. Incuriosito, mi sono avvicinato per discutere un pò con loro, ma subito mi sono irrigidito, quando mi hanno esternato il loro disappunto sul prezzo pagato per l’alloggio.
Mi facevano, poi l’esempio, di altri viaggi da loro effettuati, in altrettante meravigliose località, dove erano stati ospiti in “bed and breakfast” spendendo pochissimo, e si lamentavano del fatto che da noi al sud, ricco di meravigliosi paesaggi, non fossero presenti in misura adeguata tali strutture.

Ma cosa è il “bed and breakfast”?


La Legge Regionale (Puglia) n.17/2001 disciplina l’attività di B&B o affittacamere.
In particolare, costituisce attività ricettiva di Bed and Breakfast, l’offerta del servizio di alloggio e prima colazione da chi, nella casa in cui abita, destina non più di sei camere con un massimo di 10 posti letto con carattere saltuario e per periodi stagionali ricorrenti. Il servizio deve essere assicurato, avvalendosi della normale organizzazione familiare, fornendo esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande solo ed esclusivamente per la prima colazione.
Il servizio, comprendere anche, la pulizia quotidiana delle camere e dei bagni, la fornitura di biancheria pulita, ivi compresa quella del bagno, (da effettuarsi ad ogni cambio di cliente ed anche a richiesta) e l’erogazione all’interno del vano abitativo di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento.
Chiunque, voglia esercitare una attività di B&B, non deve cambiare la destinazione d’uso del proprio immobile, ma ha solo l’obbligo di dimora all’interno della stessa abitazione, nel periodo in cui svolge detta attività, oppure in altra abitazione non distante più di 50 metri. L’immobile deve possedere i requisiti igienico sanitari e di messa a norma degli impianti previsti per l’uso abitativo dal regolamento edilizio comunale. Qualora l’attività si svolga in più di una camera, devono essere comunque garantiti non meno di due servizi igienico completi per unità abitativa. Coloro i quali, intendano avviare tale attività, devono presentare denuncia di inizio attività al comune territorialmente competente. Il Comune istituisce un albo dove iscrive tutti coloro che fanno denuncia di inizio attività di B&B riservandosi di eseguire eventuali sopralluoghi ai fini dell’accertamento dei requisiti richiesti. La promozione dell’attività ricettiva di B&B, in mancanza dell’iscrizione all’albo, comporta una sanzione comminata dai comuni da E. 500,00 ad E. 2500,00, mentre lo svolgimento dell’attività in locali diversi da quelli comunicati, ovvero, in misura maggiore a quanto consentito, comporta la sanzione elevata sempre dai comuni, da E. 100,00 ad E. 500,00 e restano applicabili le eventuali sanzioni comminate in violazione di altre leggi regionali o statali. In caso di recideva l’operatore è cancellato per anni uno, dall’albo.

Stefano Luna
Avvocato in Tricase (Le)



dicembre 2005

Al nastro di partenza il bando " Imprenditoria Femminile"

Al nastro di partenza il VI° bando della legge 215/92 a sostegno delle imprese femminili: è stata prevista una dotazione finanziaria di quasi 90.000.000 di euro per la creazione di nuove imprese e per la modernizzazione e l'ampliamento delle esistenti.

Possono presentare domanda le imprese a prevalente partecipazione femminile; sia sotto forma di ditta individuale che con forma societaria.

E' possibile realizzare i progetti sull’intero territorio nazionale.

I programmi di investimento possono rivolgersi ai seguenti settori:
• Agricoltura
• Manifatturiero e assimilati
• Commercio, turismo e servizi

I programmi di investimenti possono riguardare:
- avvio di attività imprenditoriali;
- acquisto di attività preesistenti;
- realizzazione di progetti aziendali innovativi;
- acquisizione di servizi reali

I programmi di investimento proposti non potranno essere né inferiori a € 60.000 né superiori a € 400.000.

Le voci di spesa che possono essere ammesse al contributo sono:
- impianti generali
- macchinari e attrezzature;
- brevetti;
- software;
- opere murarie;
- studi di fattibilità e piani d’impresa.

A fronte dei programmi presentati è prevista l’erogazione di un agevolazione in forma mista: 50% di contributo in conto capitale e 50% di finanziamento a tasso agevolato.
L’ammontare e il calcolo del contributo dipende dalla volontà del richiedente di ottenere il contributo in base:
• Alla percentuale massima ottenibile per territorio
• All’adesione al regime “de minimis”, in tal caso è previsto un finanziamento massimo fino al 75%

Le domande possono essere presentate entro il novantesimo giorno dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento, che è ancora in corso.
Indicativamente la chiusura del bando è fissata entro la fine di marzo 2006.

Per info contattare lo sportello informativo gratuito di I.I.P. allo 0833 53 42 40
oppure scrivendo a info@agevolazioni.puglia.it



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