I TRULLI
In questa sezione potrete trovare alcune informazioni sui trulli tratti
dal sito: http://richpc1.ba.infn.it/~fap/trulli/struttur.htm
alcune immagini sono state tratte da: http://www-utenti.dsc.unibo.it/~trentadu/ig/trulli.html

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA
Le opere in pietra a secco abitative e non tipiche della regione Puglia
sono da ricercare principalmente nelle trasformazioni che furono effettuate,
ad iniziare dagli ultimi decenni del 1600 e che si protrassero durante
il 1700 e il 1800, con lo scopo di recuperare i campi incolti o di modificare
la boscaglia in superfici coltivate ed abitate. E' evidente che contadini
e pastori nel costruire le prime opere "a secco" adattarono
la loro esperienza con il reperimento dei materiali e con alcuni condizionamenti
legislativi che alcuni conti e duchi emanarono in quelle epoche in Puglia.
Quindi per i contadini nostri avi, non fu solo una predilezione di gusto,
ma una scelta inevitabile per le loro necessità.
Con il sostantivo maschile "Trullo" viene indicata quella caratteristica
costruzione rurale Pugliese (zona della Murgia fin verso il litorale ionico)
destinata all'abitazione del colono e al ricovero dei mezzi agricoli.
Il volume architettonico del Trullo ha due diverse forme planimetriche:
quella circolare e quella quadrangolare.
Quella circolare è la più antica, ma l'eterogeneità
della capacità costruttiva della forma planimetrica non ha una
regolarità geometrica, tramite i rilievi architettonici si è
giunti alle conclusioni che non ci sono
strutture identiche, quindi non solo cambia la componente planimetrica,
ma anche volumetrica. Le due componenti planimetriche differenziano la
parte inferiore del volume trullo che diventa tronco-conica e tronco-piramidale.
Nella parte superiore a copertura si possono avere differenti soluzioni.
La più diffusa è data dalla copertura a coni ma esistono
anche trulli con la copertura con sovrapposizione di tronchi di cono e
di piramidi, ovvero dei tetti a falde inclinate o delle porzioni di semisfere.
Il modello architettonico del Trullo ha la caratteristica di avere due
strutture di spazio indipendenti, una determina il volume interno, l'altra
quello esterno.
LA COSTRUZIONE

Il materiale
Il materiale adoperato per la costruzione del trullo veniva recuperato
dalla superficie agricola dove il trullo veniva edificato ed era di diversa
pezzatura e spessore, perché dovendo costruire senza malta, bisognava
tenere conto del peso proprio, del contrasto dei cunei lapidei inseriti
con forza negli interstizi. I conci che avevano maggiori dimensioni vennero
adoperati per costruire gli spigoli della parte inferiore della struttura
esterna, nonché gli architravi di porte e finestre; quelli di media
dimensione per conformare i parametri murali, le lastre di medio spessore
venivano usate per i pavimenti, le lastre sottili per le coperture.
L'area interna è realizzata mediante l'uso di corsi successivi
di pietra, di pezzatura simile e disposti in maniera tale da formare un
paramento murario perpendicolare alla direttrice planimetrica fino all'altezza
dell'architrave del fornice d'ingresso.
La parete inferiore della struttura esterna si identifica con parametro
murario inclinato "a scarpa" in modo da migliorare la statica
della struttura edilizia, composto con pietre di dimensioni rilevanti
sia per contornare i vani delle aperture, sia per comporre gli eventuali
spigoli di intersezione quando ha forma planimetrica quadrangolare.
Il tetto è formato da lastre di calcare, le cosiddette "chiancarelle"
e sono importanti per la impermeabilizzazione della struttura sia per
il recupero delle acque piovane. La distinzione all'esterno tra porzione
inferiore e copertura è accentuata da un incasso o da una sporgenza.
L'incasso è una specie di gronda inclinata, che segue il perimetro
della costruzione e raccoglie le acque piovane. Nella parte più
bassa della grondaia c'è un canale che raccoglie l'acqua piovana
per immetterla in una cisterna situata sotto il pavimento del trullo.
La copertura a forma di cono caratterizza la maggior parte di queste
costruzioni. Quando il cono è uno degli elementi della struttura
esterna, risulta realizzato con "chiancarelle" inclinate di
15-20 gradi sul piano orizzontale, che vengono poste in opera in maniera
sfalsata rispetto ai giunti di accostamento di quelle sottostanti, per
impedire che l'acqua piovana penetri all'interno. Si tratta di una falsa
cupola, formata da cerchi di pietra che diventano sempre più stretti
fino a chiudere lo spazio in alto su cui svetta un pinnacolo di pietra.
Il trullo è fresco in estate e caldo in inverno per l’ingegnosa
camera d’aria. Gli unici elementi che collegano la struttura esterna
a quella interna sono gli stipiti e gli architravi dei fornici d’ingresso,
nonché quelli delle finestre e gli elementi di diversa forma che
costituiscono i pinnacoli terminali dei coni.
In un primo momento al trullo venne assegnata la funzione di riparo temporaneo
durante le ore di lavoro e di deposito degli attrezzi e successiva mente
con la sua evoluzione venne segnato come abitazione rurale, di stalla,
di palmento, di fienile. I trulli nella maggior parte dei casi venivano
costruiti in prossimità delle strade che portavano al campo agricolo.
Oggi si adopera il calcare dei trulli per la costruzione della massicciata,
cioè uno strato di pietra adoperato per la costruzione di strade.
Con questa prassi negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla distruzione
in Puglia di circa mille trulli.
La caratteristica della "Murgia dei Trulli" è la capacità
di evoluzione dei caratteristici fabbricati, per cui dal trullo unicellulare
si è passati a quelli bicellulari, tricellulari, quadricellulari
ecc. La spettacolarità è che nell’assemblaggio ogni
modello volumetrico entra in aggregazione mantenendo inalterate le proprie
caratteristiche. Tale particolarità è dovuta soprattutto
al conseguenziale abbattimento del trullo a base quadrangolare che acquisisce
una serie di fornici perimetrali che consentono la possibilità
di accesso tra le varie cellule occupate. In effetti questa è una
peculiarità del "Chiese a cupole in asse".
Nei trulli bicellulari si è notata l’esistenza del focolare,
quindi del camino e di alcove ricavate nello spessore delle murature.
Quando poi ci si trova di fronte ad impianti quadrimodulo, si può
parlare di "masserie" in quanto intorno vi sono specifici spazi
come quello adoperato a stalla o deposito con ingresso indipendente. Si
nota, poi, l’esistenza della cisterna, del forno, dei soppalchi,
dei ripostigli e di un’aia lastricata di più ampie dimensioni
di quelle nei modelli bicellulari e tricellurari. Infine ci sono edifici
composti dall’aggregazione di 5-10-15 e a volte 20 moduli volumetrici,
in alcuni casi la loro composizione é derivata dalla necessità
abitativa di componenti di nuclei familiari, pur continuando ad operare
nelle medesime aziende agricole, hanno costituito nuove famiglie. In altri
casi, invece, servivano per allocarvi ulteriori stalle o abitazioni di
salariati.
LE TRADIZIONI POPOLARI, LA VITA QUOTIDIANA
L'interno dei trulli si presenta con l'ingresso che corrisponde alla stanza
più grande è qui che la famiglia passa più tempo
durante la giornata (si trovano tavolo, sedie e suppellettili). In questa
stanza, ad un lato accanto alla parete, troveremo un antica cassapanca
di legno pregiato in cui secondo la tradizione si tiene religiosamente
custodito il corredo della sposa tramandato di madre in figlia.
Accanto alla cassapanca il telaio. Su di una mensola si trovano gli oggetti
d'uso della casa e qualche statuina dei patroni della città: Santi
Medici, Cosma e Damiano.
Dalla stanza si accede, per una scala di legno, attaccata alla parete,
ed attraverso una botola con sportello, al solaio, in cui viene depositato
ogni cosa dalle provviste agli arnesi da lavoro. Vicino al camino pendono:
pomodori, cipolle, aglio, uva, salumi quando se ne hanno. In questa prima
stanza dove si riunisce la famiglia si aprono gli archi dell'alcova, riservate
da tendine con disegni a fiori coloratissimi, in cui sono situati i letti
di ferro battuto.
Dirimpetto la porta d'ingresso è situata per consuetudine, la cucina
con il suggestivo focolare dotato di catene con gancio per il pentolone.
Ai lati panche di legno. All'esterno della casa, ai lati della porta d'ingresso
sono disposti i sedili in pietra, dove le comari passano il tempo nei
mesi estivi e svolgono i piccoli lavori di cucito, sgranatura di legumi,
mentre nello spazio antistante si balla l'antica "tarandell"
di Alberobello.
TARANDELL
Oijlì, oijlì, oijlà,
'a tarandell' t' vogghij' abballà,
'a tarandell' t' vogghij' abballà,
p' farit' addicijà.
Oijlì, oijlì, oijlà.
Oijlì, oijlì, oijlà
'u bamminijell' t' vogghij' purtà,
'u bamminijell' t' vogghij' purtà,
p' farit cunzulà.
Oijlì, oijlì, oijlà.
Oijlì, oijlì, oijlà,
l' uomin' brutt' e li femmin' bell',
l' uomin' brutt' e li femmin' bell'.
Oijlì, oijlì, oijlà.
l' uomin' brutt' e li femmin' bell',
l' uomin' brutt' e li femmin' bell'.
Oijlì, oijlì, oijlà.
Oijlì, oijlì, oijlà.
'sta castagnol' t' vogghij' tuccà',
'a catarell' t' vogghij' pizzicà,
p'farit' zumbittijà.
Oijlì, oijlì, oijlà. |
TARANTELLA
Oilì, oilì, oilà,
la tarantella ti voglio ballare,
la tarantella ti voglio ballare,
per farti consolare.
Oilì, oilì, oilà,
Oilì, oilì oilà,
il bambinello ti voglio portare,
il bambinello ti voglio portare,
per farti consolare.
Oilì, oilì, oilà.
Oilì, oilì, oilà,
gli uomini brutti e le donne belle,
gli uomini brutti e le donne belle.
Oilì, oilì, oilà,
gli uomini brutti e le donne belle,
gli uomini brutti e le donne belle.
Oilì, oilì, oilà.
Oilì, oilì, oilà.
questo mento ti voglio toccare,
la "chitarrella" ti voglio pizzicare,
per farti saltellare.
Oilì, oilì, oilà. |
INFLUENZA SULL'ARCHITETTURA DELLE CHIESE PUGLIESI
La ricerca sul territorio pugliese dice che anche se c'è stata una
trasposizione dei principi costruttivi dell'architettura antica dell'Egitto
e della Mesopotamia non vi è dubbio che alcuni modelli di chiese
a cupola sono stati matrici di forme e tecniche dei trulli ad esempio la
distinzione nelle due strutture volumetriche indipendenti, quella interna
e quella esterna, così come molti dei portali di ingresso dei trulli
sono simili con quello della chiesa della Madonna del Carmine di Acquaviva
delle Fonti e di quella della chiesa di Santa Lucia nei pressi di Casamassima
o della Madonna della Grotta a Ceglie Messapica.
Altre affinità coesistono nelle modalità di risoluzione
della copertura, la strutturazione interna delle cupole della chiesetta
di San Apollinare, nel territoriodi Rutigliano; nella chiesa di Seppannibale,
nel territorio di Fasano, ad esempio costituiscono dei codici esperienziali
ai quali i costruttori dei Trulli si rifecero per risolvere i loro quesiti
archittettonici.
La Chiesa di Ognissanti a Valenzano, il Duomo di Canosa, la Chiesa di
S.Corrado a Molfetta sono, Chiese a cupola in asse, escogitate dai nostri
avi costruttori per congegnare delle navate che avevano ed hanno la spazialità
interna conclusa con una consecuzione di cupole, questa loro peculiarità
si ritrova nel sistema di assemblaggio di più moduli di trullo.
Ulteriori somiglianze con le chiese rurali e "trulli" balzano
agli occhi se prendiamo in esame la chiesa della Madonna della Croce di
Noci e quella del Crocifisso di Bitonto, in questo caso le cupole sono
veri e propri Trulli. La datazione di queste Chiese é comprensiva
dal IX secolo al 1664. Nel periodo angioino in Puglia si riscontra un’altra
fabbrica che può avere correlazioni con il repertorio dei Trulli;
l’edificio, situato a Monte Sant’Angelo, viene denominato
"la Tomba di Rotari". Secondo alcuni studi si tratta del fonte
battesimale paleocristiano della contigua basilica di San Pietro costruita
tra il 1266 e il 1300, sembra che la progettazione e la costruzione della
parte inferiore sia stata opera di un tecnico qualificato, mentre gli
ordini superiori sembra siano stati opera di un artigiano locale che nella
tecnica di copertura ha dimostrato di essere un legittimo discendente
delle tholoi micenee e buon figlio delle terre dei trulli, poiché
ha disposto le pietre in assi orizzontali e in progressivo aggetto.
Menzione a parte merita la chiesa di S.Antonio ad Alberobello che venne
iniziata nel 1926, dal maestro d’arte De Leonardis, la volta principale
è caratterizzata da uno slanciato trullo alto 25m., ai lati del
quale si elevano 2 trullini dominati da un altro trullo posto sul campanile.
PINNACOLI E SIMBOLI DEI TRULLI
Alla sommità delle cupole svetta un pinnacolo di pietra che presenta
ornamentazioni dalle forme più differenti (una palla, un cono o
varie combinazioni di questi elementi) chiamate "carrozzolle".
La loro origine è primitiva, infatti nel vicino oriente venivano
poste sulle costruzioni pietre di colore e di origine incerta che si ritenevano
cadute dal cielo e provenienti dal sole, ecco perché la tradizione
li collega al culto del sole.
La divinità nei templi antichi era rappresentata da una pietra
posta all’apice dell’edificio, infatti in tutti i pinnacoli
la testa rotondeggiante vuole rappresentare il collegamento con la sfera
solare. Quasi tutti i trulli presentano sulle cupole, tracciate in bianco
e grigio, scritte e simboli di vario genere.
Si fanno risalire a culti preistorici pagani o giudeo-cristiani per via
di analogie con simboli antichi di varia provenienza e natura.

Indubbia sembra essere la matrice o ispirazione orientale. Le origini
remote sembrano confermate dalla svastica messapica largamente disegnata
sui trulli .Si distinguono le sigle dai disegni. Le sigle meno comprensibili
si riferiscono agli antichi popoli primitivi che abitavano nella selva
mentre simboli messapici si riferiscono ai segni zodiacali e si identificano
con le conoscenze astrologiche.
I simboli pagani rappresentano animali e motivi umani connessi con la
superstizione e venivano posti sui coni per invocare la protezione divina.

DIFFUSIONE DEL MODULO TRULLO NEL TERRITORIO PUGLIESE
La zona collinosa della Puglia occupa tutta la sua parte centrale, conferisce
alla regione una delle maggiori caratteristiche geografiche ed é
rappresentata dalle Murge. Si distinguono le Murge di nord-ovest e le
Murge di sud-est, tra loro collegate dalla insellatura di Gioia del Colle.
Dalla ricerca espletata sul territorio pugliese si é appurato che
esistono delle particolarità di forma e di uso che contraddistinguono
i trulli in ragione di determinati ambiti geografici: promontorio del
Gargano, Tavoliere, alta Murgia, bassa Murgia e ambito barese, Murgia
dei trulli, ambito tarantino, Terra d'Otranto. Ogni ambito territoriale
ha le sue modalità costruttive che, al contempo, si possono ritrovare
riprodotte in altri luoghi che distano decine e decine di chilometri.
Sul nostro territorio la prevalenza é di trulli mono-cellulari,
e la forma più consueta é espressa tramite l'aggregazione
di un "cilindro" (parte inferiore) ed un "cono" (parte
superiore). Varianti a questo modello sussistono quando la porzione inferiore
della costruzione ha forma "parallelepipeda o cubica" sempre
sormontata da coni. Ulteriori differenze si riscontrano quando il volume
esterno é composto "a gradoni" , tramite la sovrapposizione
di tronchi di cono. Il modello a base circolare é definito "forma
primaria".

Nella zona del Gargano e in quella del Tavoliere, nei territori di Manfredonia
e San Severo, di Ischitella, Sannicandro Garganico, San Marco in Lamis,
vi sono numerosi trulli connessi alle attività agricole e pastorali,
soprattutto quando i terreni sono coltivati a ceci, lenticchie, fave,
mandorle ed olive, comunque, la loro denominazione in questo ambito territoriale
é di "pagliaro".
A causa della configurazione orografica del territorio, la dislocazione
dei trulli é abbinata a interventi di terrazzamento delle falde
e delle colline, interventi effettuati con muri di contenimento in pietra
a secco come, ad esempio a Mattinata e Monte Santangelo.
Esternamente non c'è la conformazione "a cono" ma la
copertura è "bombata"; in alcuni casi è quasi
piana, una specie d' "aia" per la lavorazione dei prodotti agricoli.
Una scala esterna consente di pervenire sulla copertura.
A San Govanni Rotondo ci sono dei trulli edificati a ridosso della roccia,
lì dove questa presenta delle differenze di quota sul terreno.
Per cui mancano alcune componenti perimetrali.
Nel territorio dell'alta Murgia (Minervino Murge, Spinazzola, Poggiorsini,
Gravina di Puglia, Santeramo in Colle, Cassano Murge) i trulli unicellulari
sono prevalentemente correlati nell'attività pasoroale, mentre
i modelli adibiti alle attività agricole hanno assolto e assolvono
ancora oggi il compito di deposito per attrezzi e ricovero dalle intemperie
nelle ore lavorative.
Il materiale lapideo è appena sbozzato nella componente esterna,
mentre è molto accurato in quella interna. Molte le varianti nei
territori di Canosa, Barletta, Andria, Trani, Corato, Bisceglie, Ruvo,
Terlizzi, Grumo Appula, Molfetta e Bitonto. Eccone elencate alcune:
modello classico cilindro, parte inferiore; cono come copertura. La variante
nel territorio di Bitonto e di Giovinazzo è data dalla copertura
non a "chiancarelle" bensì "terra rossa costipata".
Inoltre, spesso, esiste un finestrino di ereazione collocato sopra l'architrave
della porta.
un secondo modello edilizio è dato dalla sovrapposizione dei tronchi
di cono con costante o differente altezza.
un terzo modello con involucro a forma di cono, realizzato con opera muraria
a secco ricoperta, spesso, con un impasto di terra e latte di calce. Si
ha pertanto una continuità curvilinea che esclude qualunque asperità.
Nell'ambito territoriale della città di Corato, i trulli contenuti
su estese proprietà terriere hanno dimensioni maggiori e sono caratterizzati
da strati consecutivi di accumuli di pietrame lungo il loro perimetro;
tale particolarità, probabilmente, è dovuta al lavoro dei
salariati, i quali avevano il trullo come riferimento sia per l'accumulo
dei sassi che inceppavano l'aratro, sia come luogo di dialogo per la pausa
delle giornate lavorative e per il riparo dalle intemperie.
Nei territori di Barletta, Andria e Trani si sono rilevati anche dei
grossi trulli che all'esterno si configurano come volume unico, ma l'interno
è invece composto da più ambienti.
Nella terra di Otranto (provincia di Taranto, Brindisi, Lecce) la struttura
trullo presenta delle particolarità proprie.
La prima è che la concentrazione di nuclei urbani ad esigue distanze
tra di loro rende superflua la disponibilità di strutture rurali
per risiedervi. La seconda particolarità, che riguarda le strutture
del Salento, è il materiale usato per la loro edificazione che
è crosta tufacea, di facile lavorazione e quindi non esiste un
involucro di chiancarelle. La terza particoarità è che all'esterno
è sagomata una scala che consente di mantenere pulita la superficie
conica, di agevolare l'edificazione al momento della realizzazione e di
curarne la manutenzione, prioritaria in questo tipo di architettura priva
di malta. La planimetria è quadrangolare. La parte esterna è
costituita dalla sovrapposizione di tronchi di piramide di ampiezza e
altezza decrescenti.
In questo territorio, soprattutto Salento, Gallipoli, Otranto e Leuca,
i trulli diventano "specchie" e "pagghiare" . Sembra
che le specchie, giganteschi trulli a cono tronco, alti anche quindici
metri e con base di 30 metri, servissero da vedetta, prima che nel 1500
gli Aragonesi e gli Spagnoli cominciassero a innalzare le meno primordiali
torri di difesa costiera in muratura. Quando la sentinella che vigilava
sul tetto dava il segnale, i contadini correvano al riparo dietro l'enorme
costruzione in pietra o nel recinto fortificato.
Le "pagghiare" differiscono dalle specchie per il tetto in paglia
e dovevano servire anche da rifugio o per il deposito degli attrezzi o
del raccolto o delle provviste.
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