• Credito d’imposta del 30% per investimenti nel digitale e nella comunicazione online

    Pubblicato il 9 maggio 2015 da Bed-BreakfastPuglia in Notizie per i B&B, Novità.
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    Credito d’imposta del 30% per le strutture di ricezione turistica che investono nel digitale e nella comunicazione online

    Le strutture di ricezione turistica che si aprono al digitale possono usufruire di un credito d’imposta pari al 30%: è questa la novità principale del decreto firmato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali il 12 febbraio 2015, e inserito in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 marzo.

    Risulta possibile usufruire di un credito d’imposta del 30% sulle seguenti voci di spesa:

    • Acquisto di impianti wi-fi
    • Acquisto di modem e router
    • Dotazione di hardware aventi l’obietivo d’implementare la ricezione dei dispositivi mobile
    • Consulenza per la realizzazione di siti ottimizzati per mobile
    • Acquisto di programmi funzionali alla vendita di servizi e al miglioramento dei servizi di prenotazione
    • Acquisto di spazi pubblicitari online aventi l’obiettivo di promuovere la struttura
    • Investimenti in corsi di formazione per il personale, ovviamente inerenti il mondo digitale
    • Consulenze relative alla comunicazione e al marketing digitale

    Quali realtà possono fare richiesta per il succitato credito d’imposta? Le strutture alberghiere, gli alberghi diffusi, le case per vacanze, gli affittacamere, i residence, gli ostelli per la gioventù, i b&b, i rifugi di montagna, i ristoranti, i tour operator, le agenzie di viaggi.

    Il beneficio del credito d’imposta è valido su una spesa massima di 41.666€.
    L’effettiva entità della cifra investita dovrà essere validata da un revisore legale o da un commercialista. Possono essere oggetto della succitata agevolazione le spese effettuate dal 2014 al 2016.

    L’accesso al beneficio è regolato da un’apposita domanda che deve essere inviata telematicamente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’istanza può essere accolta nei limiti degli stanziamenti annui disponibili.

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